Essere un “Giovane della Croce Rossa Italiana”

 
I Giovani volontari della Croce Rossa Italiana prestano il loro contributo volontario nell’ambito della salute, della pace, del servizio alla comunità, della cooperazione internazionale, partecipazione e sviluppo dell’associazione.

In ciascuna delle aree si lavora con iniziative di prevenzione, ricerca, intervento, formazione e sviluppo, operando a favore di tutti coloro che si trovano in pericolo a causa di situazioni rischiose che minacciano la loro sopravvivenza o la loro capacità di vivere con un minimo di sicurezza sociale, economica e di dignità umana, e si propongono iniziative concrete per il miglioramento della comunità. L’attività è rivolta in modo particolare ai giovani in quanto la vicinanza generazionale favorisce la diffusione di buone pratiche volte ad un miglioramento complessivo della società.

Sebbene il giovane volontario partecipi a tutte le attività dell’Associazione si sottolineano quattro campagne nazionali in atto volte rispettivamente alla prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, alla prevenzione dell’obesità, alla sensibilizzazione sui temi dei cambiamenti climatici ed alla sensibilizzazione della donazione del sangue, sfide che Croce Rossa Italiana promuove sul territorio attraverso i Gruppi dei Giovani C.R.I..

I giovani volontari coordinano quindi in prima persona i processi di pianificazione e gestione di attività e progetti che si caratterizzano per la metodologia della peer-education, basata su un approccio tra pari: in questo modo la Croce Rossa Italiana contribuisce a sviluppare le capacità dei giovani affinché possano agire come agenti di cambiamento all’interno delle comunità, promuovendo una cultura della cittadinanza attiva.

  • Qual’è la struttura del “Movimento Giovanile della C.R.I.”?

I Giovani C.R.I. sono strutturati su base associativa ed organizzati in Gruppi, ciascuno dei quali esprime democraticamente il proprio Delegato. Le altre cariche (Vertice Provinciale, Regionale, Nazionale) sono eletti a loro volta con il sistema della democrazia rappresentativa.

A tutti i livelli, ampio spazio è dato ai momenti di confronto collegiali, perché siamo convinti che il gruppo sia uno strumento fondamentale: favorisce il dialogo, il confronto e soprattutto la collaborazione, grazie a cui si raggiungono risultati efficaci e di alta qualità.

  • A partire da quale età posso diventare un “Giovane della Croce Rossa Italiana”?

Si accede dagli 8 ai 31 anni: in particolare tra gli 8 ed i 13 anni il giovane sarà fruitore delle iniziative della Croce Rossa Italiana mentre a partire dai 14 anni potrà frequentare il corso di accesso per diventare un giovane Volontario della Croce Rossa Italiana.

  • Esiste un documento che descriva l’azione dei Giovani della Croce Rossa Italiana?

Certamente! Si chiama Progetto Associativo dei Giovani della Croce Rossa Italiana e descrive così la gioventù della nostra Associazione: “Noi siamo i Giovani della Croce Rossa Italiana e ci riconosciamo nei Principi e negli Ideali del Movimento, in totale analogia con le dichiarazioni programmatiche delle organizzazioni giovanili delle altre Società Nazionali. Aderiamo all’Associazione sin dall’età di otto anni e ci impegniamo, gradualmente ed in rapporto all’età, a:

  • offrire gratuitamente e spontaneamente alla comunità il nostro servizio, di cui riconoscono il ruolo fondamentale nell’esplicazione della personalità umana;
  • tutelare e proteggere la salute e la vita;
  • intervenire in aiuto e sostegno dei soggetti vulnerabili, in sintonia con le esigenze ed i bisogni emergenti dalla situazione reale e dalle contingenze di spazio e tempo;
  • diffondere a livello nazionale ed internazionale i valori dell’amicizia e della leale collaborazione, incomparabile via di cooperazione fra individui contro il razzismo, il pregiudizio e la xenofobia;
  • far conoscere gli scopi e le responsabilità del Movimento;
  • diventare e poi contribuire a formare i cittadini attivi del domani.

La nostra azione all’interno dell’Associazione è anzitutto rivolta alla formazione di giovani leader, che possano costituire un ricco e qualificante vivaio per la Croce Rossa di oggi e di domani, capaci di gestire un gruppo, di ascoltare e comunicare, di fondare e sostenere partnership. La posizione che la formazione ricopre al nostro interno e verso i giovanissimi ed i giovani esterni è pertanto imprescindibile.

Ruolo essenziale è quello di educare i giovani, affinché facciano propri i valori del Movimento e imparino a discernere le necessità della comunità. L’educazione prescinde da qualsiasi tipo di struttura formale e supera le barriere della comunicazione che possono crearsi fra docente e discente. Essa è infatti intesa nel suo significato primigenio, che si riscontra nella etimologia della parola stessa: cercare di trarre fuori ciò che nel giovane è già presente, consentendogli di sviluppare appieno il proprio carattere. Il metodo per raggiungere questi obiettivi è comunemente chiamato “educazione alla pari”, e prende le mosse dalla convinzione che entrambe le parti si interscambiano continuamente e crescono assieme, arricchendosi reciprocamente con le loro esperienze e conoscenze.

L’educazione ha come corollario il partecipare dei giovani alla vita ed alle necessità del Movimento e dell’Associazione, dando loro una concreta possibilità di servizio nell’ambito dell’analisi dei bisogni effettuata. Anche per questo motivo, ci assumiamo la responsabilità di essere partecipi della vita dell’Associazione, intervenendo all’interno degli Organi Statutari e prendendo parte direttamente alle decisioni e alla direzione, sia su problematiche specifiche che su tutti i temi inerenti il Movimento, arricchendo la maturità degli altri soci grazie al proprio carico di ideali, di creatività e di esperienza.

La conoscenza delle potenzialità interne nonché del territorio riveste – in tale fase – un ruolo primario, e si articola in un’analisi interna (numeri, qualità, desideri, programmi) ed esterna (“emergenze” e carenze in cui è necessario operare), passando per gli obiettivi (i perché finali dell’azione, i cambiamenti che si vogliono operare all’esterno, sulla base dell’analisi esterna e delle “emergenze” in essa previste), i modi ed i tempi (dove e come operare in concreto, tenendo a vista le competenze uscite fuori dall’analisi interna ed imparando a dosare le forze).

Questo metodo di lavoro informa tutto il nostro agire, in particolar modo nelle scuole, nelle Università, negli ambienti frequentati da giovani. Così facendo, noi Giovani C.R.I. siamo un’interfaccia fondamentale tra giovani e Croce Rossa Italiana, e consentiamo di conoscere le necessità del mondo giovanile e di apprestare gli strumenti adeguati, anche allo scopo di coinvolgere sempre più giovani – inesauribile bacino di Volontari – all’interno dell’Associazione. L’agire, inoltre, presuppone un intervento a monte, volto ad assicurare professionalità a qualsiasi tipo di servizio reso all’interno ed all’esterno. La competenza si acquisisce mediante una serie di eventi formativi cui prendiamo parte nel corso della nostra crescita professionale ed anagrafica, eventi che mirano ad arricchirci gradualmente come Volontari e come uomini e donne, creando delle figure specializzate e facendo sì che – nel tempo – l’operatore diventi formatore.

Compiamo un percorso finalizzato a migliorare la società in cui viviamo e le condizioni di vita dei soggetti vulnerabili, allo scopo di “alleviare le sofferenze di chi si trova in difficoltà”.

Tale progetto, sintetizzabile quindi dall’assioma “educare per partecipare, partecipare per agire, agire per migliorare”, è volto alla creazione di uno spazio associativo che permette ai giovani di crescere responsabilmente relazionandosi con i collettivi più indifesi, cogliendone i bisogni e le aspettative e partecipando allo sviluppo di una efficace azione di solidarietà. Ecco perché l’EducAzione è il primo e più importante obiettivo dei Giovani della Croce Rossa Italiana, oltre a rappresentarne una peculiarità.

Grazie a questo metodo di lavoro, noi Giovani C.R.I., che abbiamo come costante esempio l’opera di Henry Dunant, fondatore del Movimento, ci impegniamo:

  • a rendere la Croce Rossa Italiana “più giovane, più nostra”;
  • a trasformare le Idee in Azioni concrete;
  • a perseguire i fini statutari con creatività, speranze, coraggio, spontaneità e spirito giovanili, adoperandoci per “mobilitare il potere dell’Umanità;


LA STRATEGIA  
 
L’azione di noi Giovani della Croce Rossa Italiana è retta da quattro punti cardine:

  • educazione;
  • gruppo;
  • formazione;
  • aree di intervento.

L’educazione rappresenta lo scopo del servizio, volto ad indirizzare i giovani ai valori propri del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Essa si articola in tre cicli di formazione :

  • 8-11 anni, in cui il bambino è fruitore del servizio reso dal Pioniere, il quale predispone, a tale scopo, occasioni di incontro ed organizza specifiche attività sia in un contesto scolastico che extrascolastico;
  • 11-14 anni, in cui si privilegia il contatto mediante iniziative a carattere informativo e si indirizzano i ragazzi, che a questa età cercano un gruppo in cui inserirsi appieno, a condividere i Principi di Croce Rossa e aderire all’Associazione. La metodologia utilizzata è quella della peer education: il giovane adulto fornisce gli strumenti e garantisce un appropriato scambio di informazioni ed esperienze, affinché il ragazzo si avvicini al servizio e ne comprenda l’importanza;
  • 14 anni in poi, età in cui si può iniziare il percorso di formazione regolamentata (corsi, campi, stage). Anche queste attività, che prevedono verifiche di conoscenza, abilità e operatività, sono improntate ai principi della peer education e si intrecciano con lo sviluppo etico ed affettivo del giovane.

ll gruppo è lo strumento fondamentale: favorisce il dialogo, il confronto e soprattutto la collaborazione, grazie a cui si raggiungono risultati efficaci e di alta qualità. A tutti i livelli (Assemblee, Consigli, incontri, meeting, convegni, riunioni delle Commissioni Tecniche) si opera tra pari, utilizzando metodologie e soluzioni coerenti con tale impostazione. Chi assume il ruolo di leader, eletto o nominato (qualora si tratti di un incarico tecnico):   

  • stimola il dibattito, per far sì che ciascuno – con il proprio ruolo e le proprie peculiarità – possa intervenire attivamente e dare il proprio contributo;
  • evita il formarsi di minoranze non rappresentate e insoddisfatte;
  • realizza un modello di partecipazione democratica.
  • Ogni gruppo si autoregola e gestisce i propri momenti formativi con autonomia, nel rispetto del piano di attività degli obiettivi formativi prefissati. La flessibilità consente di apportare le opportune variazioni, secondo le necessità che si presentano di volta in volta.

La formazione, basata sui principi della peer education, rappresenta la metodologia di lavoro ed è caratterizzata da:

  • carattere non formale, ove chi assume responsabilmente la leadership provvede ad instaurare un clima informale, stimolando il dibattito tra i presenti, incoraggiando l’ascolto e curando – in tal modo – gli aspetti emotivi, relazionali e contenutistici di una riunione o di un incontro;
  • approccio centrato sulla persona, con conseguente adattamento dei contenuti alla realtà e ai bisogni dei destinatari cui sono indirizzati;
  • vicinanza generazionale, che consente di rimuovere le resistenze di solito provocate qualora insegnante e allievo non condividano esperienze e riferimenti culturali;
  • condivisione delle esperienze, che crea i presupposti per ricercare e scoprire insieme nuove idee e soluzioni più adeguate;
  • orizzontalità, grazie a cui la differenza dei ruoli non è indice di importanza della persona, ma dei diversi compiti che ognuno adempie per la messa in atto dei valori dell’Associazione.Infatti, contrariamente dai sistemi gerarchici, tutti i partecipanti (leader compreso) sono su uno stesso piano, senza che questa modalità di lavoro cancelli il concetto di responsabilità tra i Giovani C.R.I. presenti;
  • comunicazione multidirezionale, che rafforza i sentimenti di fiducia fra i membri del gruppo.

Il formatore non è più “insegnante”, ma “facilitatore” del processo di apprendimento, e:

  • agevola la comunicazione nelle discussioni; rifiuta l’impostazione cattedratica della lezione tradizionale;
  • predilige l’incontro nel piccolo gruppo;
  • utilizza tecniche che richiedono un approccio visivo ed una partecipazione attiva;
  • agisce affinché tutti si sentano motivati ad impegnarsi in prima persona a fare qualcosa nella propria realtà;
  • utilizza le più aggiornate tecniche di simulazione e trucco, quale utile strumento di supporto di iniziative nei campi della diffusione e della prevenzione.


Tale metodologia è comune a tutte le aree di intervento ed è utilizzata in ognuna delle nostre attività, ai fini del raggiungimento degli obiettivi programmati.
  Le aree di intervento, facilmente riconducibili agli Obiettivi Strategici della Croce Rossa Italiana, in cui noi Pionieri della Croce Rossa Italiana svolgiamo la nostra azione, effettuando regolari turni di servizio e privilegiando iniziative di prevenzione, ricerca, intervento, formazione e sviluppo, costituiscono la caratterizzazione del nostro impegno e sono:

  • Salute;
  • Pace;
  • Servizio nella Comunità;
  • Cooperazione Internazionale.
  • Partecipazione
  • Sviluppo


In queste aree noi giovani volontari lavoriamo con i differenti collettivi vulnerabili, ovvero con tutti coloro che si trovano in pericolo a causa di situazioni rischiose che minacciano la loro sopravvivenza o la loro capacità di vivere con un minimo di sicurezza sociale, economica e di dignità umana, proponendo iniziative concrete per il miglioramento della comunità.
L’attività di noi Giovani C.R.I. è, inoltre, orientata all’efficienza, alla comunicazione, alla promozione delle iniziative intraprese ed al loro sostegno. Tali azioni hanno l’obiettivo di aumentare la visibilità dell’Associazione, dei suoi Principi e delle sue modalità di azione, partecipando attivamente al sostegno verso i vulnerabili.

  • Esistono i Giovani C.R.I. a Giaveno?

Il Gruppo dei Giovani C.R.I. di Giaveno viene ufficialmente costituito nell’anno 1987 e tutt’oggi i Giovani della Croce Rossa Italiana partecipano, insieme a tutti i volontari, alle numerose attività del Comitato Locale essendo in tale modo cittadini attivi nella nostra comunità. Realizzano inoltre momenti di aggregazione ed aggiornamento che permettono loro, attraverso l’educazione alla pari, di sviluppare al meglio le loro competenze e partecipare attivamente alla vita dell’Associazione. E’ possibile entrare in contatto con il Delegato Locale Gioventù scrivendo a g.giaveno@pio.cri.it!

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