Nov 152014
 

http://www.gosalute.it/wp-content/uploads/2011/11/xx1.jpgAvrà luogo il 15/11/14 dalle ore 21:30 alle ore 23:00, presso il locale “Big Ben” di Giaveno (TO), l’attività di prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili organizzata dai Giovani della Croce Rossa Italiana di Giaveno nell’ambito del progetto di diffusione territoriale sull’educazione alla sessualità e prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili.

L’attività, rivolta ai giovani che saranno presenti al “Big Ben” di Via Roma 63 a Giaveno (TO), vedrà i Giovani C.R.I. di Giaveno, appositamente formati sull’ argomento, realizzare l’iniziativa attraverso l’uso delle carte della prevenzione grazie alle quali i partecipanti verranno informati in modo rapido, divertente ma soprattutto istruttivo sulle modalità di prevenzione. 
 
BIGBENA come Abstinence, B come Be Faithful, C come Condom saranno infatti gli ingredienti che accompagneranno i giovani durante tutta la serata e che permetteranno ad ogni partecipante di potersi informare e poter chiarire eventuali dubbi in compagnia dei Giovani della Croce Rossa Italiana.
Informati&Protetti, insomma, per poter prevenire la diffusione delle malattie sessualmente trasmesse!
“In Italia, ad oggi si stima che esistano circa 150.000 persone positive all’HIV di cui circa4.000 siano i nuovi casi diagnosticati ogni anno. Nella sola Regione Piemonte si rilevano circa 300 casi, con una incidenza non trascurabile nella provincia di Torino. La trasmissione dell’HIV, rispetto al passato, avviene ormai prevalentemente per via sessuale (di tutte le nuove diagnosi circa il 30% sono donne) e coloro che si infettano si presentano con ritardo ai centri di diagnosi; ciò dimostra una bassa percezione di essere esposti al rischio di infezione, che non è più legata all’appartenenza a specifici gruppi a rischio (ad es. i tossicodipendenti), ma è correlata a comportamenti pericolosi (in particolare rapporti non protetti) che mantengono alta la possibilità di trasmettere l’infezione e sono spesso la causa del ritardato accesso alle strutture sanitarie e di conseguenza della ritardata diagnosi di malattia da HIV/AIDS.” – tratto dal sito dell’A.S.L. TO3, Comunicato Stampa del 28/11/12.

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